
Forgiata a Gondolin nella Prima Era, perduta per millenni e poi ritrovata da Gandalf nella tana di tre troll, Glamdring ha una storia che attraversa le ere della Terra di Mezzo.
Glamdring è molto più della semplice spada brandita da Gandalf. La sua storia ha inizio diverse migliaia di anni prima degli eventi narrati ne *Lo Hobbit* e ne *Il Signore degli Anelli*, in una delle più famose città elfiche della Prima Era: Gondolin.
Un tempo impugnata da Turgon, re della città nascosta, la lama scompare dopo la caduta del suo regno. Tolkien non racconta con precisione cosa ne sia stato di essa nei secoli successivi. Eppure, riappare nella Terza Era in un luogo a dir poco inaspettato: la tana di tre troll.
Gandalf la scopre accanto a Orcrist, mentre Bilbo trova una terza lama che diventerà Dard. A Fondcombe, Elrond riconosce le antiche spade di Gondolin e ne rivela l’origine. Glamdring inizia così una nuova storia al fianco del Mago Grigio.
Temuta dai Goblin, utilizzata nelle profondità della Moria e legata a uno dei più famosi scontri di Gandalf, essa è presente in due grandi avventure di Tolkien.
Ma qual è davvero l'origine di Glamdring? Come ha fatto la spada di Turgon a finire nelle mani di Gandalf? E perché il suo aspetto nel film differisce da quello descritto da Tolkien?
È proprio la storia di Glamdring, la spada di Gandalf, che ora andremo a ripercorrere.
Una spada forgiata nella città di Gondolin

Molto prima di diventare la spada di Gandalf, Glamdring apparteneva a un mondo scomparso già da millenni. La sua storia ha inizio a Gondolin, una delle grandi città elfiche della Prima Era.
Fondata da Turgon nella valle segreta di Tumladen, Gondolin rimase a lungo nascosta dietro le Montagne Circondanti. I Noldor vi costruirono la loro città al riparo dalle forze di Morgoth. Le sue mura bianche, le sue fontane e la grande Torre del Re ne fecero uno degli ultimi grandi rifugi elfici del Beleriand.
È in questa città che Glamdring fu forgiata. Tolkien, tuttavia, non specifica né la data esatta della sua creazione né il nome del suo fabbro. Sarebbe quindi azzardato attribuirla a un artigiano specifico.
Sappiamo invece che questa eccezionale lama fu brandita da Turgon, re di Gondolin. I testi associano inoltre la sua spada ai colori bianco e dorato, nonché a un fodero d’avorio, anche se le descrizioni di Glamdring rimangono molto meno dettagliate rispetto al suo aspetto, diventato famoso grazie al cinema.
Quando Gondolin cade nel 510 della Prima Era, la città scompare. Glamdring, invece, sopravvive misteriosamente alla catastrofe. Inizia così un viaggio lungo diversi millenni, di cui Tolkien ci rivela solo una parte.
Ed è proprio questo mistero a rendere la sua storia così affascinante.
Gondolin rimase nascosta per quasi quattro secoli. Protetta nel cuore delle montagne, la città di Turgon fu uno degli ultimi grandi regni elfici a resistere a Morgoth. Quando cadde durante la Prima Era, Glamdring sopravvisse tuttavia alla sua distruzione. Ci vollero più di seimila anni prima che la spada riapparisse nella storia, nelle mani di Gandalf.
Turgon, il primo proprietario della spada

Prima di Gandalf, Glamdring apparteneva a Turgon, re di Gondolin e uno dei più importanti sovrani elfici della Prima Era. Figlio di Fingolfin, regnò sulla città nascosta fino alla sua distruzione nel 510. Dopo la morte di suo fratello Fingon, divenne anche Gran Re dei Noldor.
Tolkien descrive Turgon mentre impugna una spada bianca e dorata in un fodero d'avorio. In *Lo Hobbit*, Elrond stabilisce poi chiaramente il collegamento con Glamdring quando spiega a Gandalf che quella lama era stata un tempo brandita dal re di Gondolin.
Anche il suo passato spiega la straordinaria fama della spada. Gli Orchi la conoscono con il nome di Beater, che si può tradurre con «La Battitrice» o «Colei che colpisce». A migliaia di anni dalla caduta di Gondolin, il suo ricordo incute ancora timore nei Goblin dei Monti Nebbiosi. Tolkien, tuttavia, non racconta con precisione quali battaglie abbiano forgiato questa reputazione. Il legame con le grandi battaglie di Turgon rimane quindi in parte una deduzione tratta dalla sua storia.
Turgon muore durante la caduta di Gondolin. La sua torre crolla su di lui mentre la città viene distrutta. Tuttavia, Glamdring sopravvive.
Come è possibile che la spada di un re elfico scomparso nella Prima Era sia riapparsa, millenni dopo, in una caverna dei troll?
È qui che ha inizio uno dei più grandi misteri della sua storia.
Che fine fa la spada dopo la caduta di Gondolin?

Quando Gondolin cadde nel 510 della Prima Era, Glamdring scompare dai racconti per diversi millenni. Turgon muore nella distruzione della sua città, ma la sua spada sfugge evidentemente allo stesso destino. Tolkien, tuttavia, non racconta né come sia stata salvata, né chi ne sia diventato il proprietario in seguito.
Questo silenzio lascia un lungo periodo di cui non si sa nulla tra la caduta di Gondolin e la ricomparsa della lama nella Terza Era. Non esiste quindi alcun testo che permetta di stabilire con certezza il suo percorso durante tutti quegli anni.
Quando Gandalf, Bilbo e i Nani scoprono il tesoro dei Troll nel 2941, Glamdring si trova accanto a Orcrist. Più tardi, a Fondcombe, Elrond riconosce le due armi grazie alle loro rune. Identifica Glamdring come la spada un tempo brandita dal re di Gondolin.
Lo stesso Elrond si chiede come queste lame siano finite nelle mani dei Troll. Ipotizza che possano provenire da saccheggi avvenuti in tempi remoti, e che siano state poi tramandate di mano in mano. Tolkien, tuttavia, non fornisce alcuna risposta definitiva.
Questo è quindi uno dei grandi misteri che circondano Glamdring: conosciamo il suo primo proprietario e colui che la impugnerà millenni dopo, ma quasi nulla della sua storia nel periodo intermedio.
E questo mistero trova la sua conclusione in un luogo a dir poco inaspettato: una caverna dei troll.
Come fa Gandalf a ritrovare Glamdring ne *Lo Hobbit*?

Nel 2941 della Terza Era, Gandalf accompagna Bilbo e la compagnia di Thorin verso la Montagna Solitaria. Lungo il cammino, il gruppo incontra tre troll. Dopo la loro disavventura, i viaggiatori scoprono la loro tana e, soprattutto, il tesoro che hanno accumulato.
Tra l’oro, le provviste e gli oggetti saccheggiati si trovano diverse armi antiche. Glamdring e Orcrist attirano particolarmente l’attenzione per la qualità delle loro lame, i manici decorati e i magnifici foderi. Bilbo recupera anche una terza arma, più piccola, che in seguito diventerà famosa con il nome di Dardo.
In quel momento, Gandalf non conosce ancora la vera storia della spada che ha appena preso.
È a Fondcombe che il mistero comincia a chiarirsi. Elrond esamina le rune incise sulle due grandi lame. Identifica Orcrist e rivela che l’altra è Glamdring, l’antica spada brandita dal re di Gondolin. Gandalf ha quindi appena ritrovato, quasi per caso, un’arma scomparsa sin dalla Prima Era.
Ma Glamdring non tarda a ricordare perché il suo nome è ancora temuto.
Quando la compagnia viene catturata nei Monti Nebbiosi, i Goblin riconoscono Orcrist, che chiamano Biter. Gandalf interviene allora con Glamdring. La lama brilla nell’oscurità e lui la usa per uccidere il Grande Goblin prima di liberare i prigionieri. Anche i Goblin conoscono questa spada: per loro, Glamdring è Beater, un’arma che detestano ancora più di Orcrist.
Più di seimila anni dopo Gondolin, La spada di Turgon ha appena trovato un nuovo portatore: Gandalf.
Perché i Goblin temono Glamdring?

Quando Gandalf estrae Glamdring nei Monti Nebbiosi, i Goblin non vedono semplicemente un’antica spada elfica. Riconoscono un’arma la cui fama risale a un passato estremamente lontano.
Il suo nome significa «Foe-hammer», generalmente tradotto come «Martello dei nemici». In sindarin, la seconda parte, «dring», rimanda all’idea di colpire o martellare. La prima parte è legata ai termini utilizzati per designare gli Orchi. Il nome della spada porta quindi già in sé la traccia del suo ruolo di arma temuta da quei popoli.
I Goblin, tuttavia, le danno un soprannome tutto loro: Beater, «Colei che colpisce». Conoscono anche Orcrist con il nome di Biter. Quando queste due lame ricompaiono nei Monti Nebbiosi, il loro semplice avvistamento suscita terrore tra loro.
Glamdring possiede inoltre una caratteristica straordinaria. Come Orcrist e Dard, è in grado di brillare di una luce blu quando gli Orchi si trovano nelle vicinanze. Questa proprietà delle antiche lame di Gondolin trasforma così la spada in un vero e proprio segnale di allarme quando il pericolo si avvicina.
La fama di Glamdring sembra quindi aver attraversato i millenni. Tolkien non descrive con precisione le battaglie in cui Turgon avrebbe conquistato tale fama grazie alla sua spada. Tuttavia, nella Terza Era, i Goblin ricordano ancora Beater.
E ora quell’arma che temono è nelle mani di Gandalf.
Glamdring, Orcrist e Dard: tre lame legate dalla stessa scoperta

Glamdring, Orcrist e Dard vengono spesso citate insieme quando si parla delle armi elfiche de *Lo Hobbit*. Tuttavia, il loro destino prende una piega molto diversa non appena entrano a far parte dell’avventura.
Gandalf conserva Glamdring e la porta con sé ben oltre il viaggio verso Erebor. Orcrist, dal canto suo, diventa la spada di Thorin Scudo-di-Quercia. Dopo la sua morte nella battaglia delle Cinque Armate, viene deposta sulla sua tomba. Tolkien precisa che essa avverte allora i Nani dell’avvicinarsi dei loro nemici brillando nell’oscurità.
La più piccola delle tre ha un destino ancora diverso. Bilbo conserva Dard e le dà il suo nome dopo lo scontro con i ragni della Foresta Nera. Anni dopo, la consegna a Frodo prima della sua partenza da Fondcombe.
Queste tre armi condividono quindi un punto di partenza nell’avventura, ma Tolkien poi le sviluppa tre storie distinte : quella di Gandalf, quella di Thorin e quella di Bilbo e poi di Frodo.
Glamdring al fianco di Gandalf ne *Il Signore degli Anelli*

A distanza di decenni dalla spedizione a Erebor, Glamdring accompagna ancora Gandalf. Quando la Compagnia dell’Anello lascia Fondcombe nel 3018 della Terza Era, il Mago Grigio porta ancora al suo fianco l’antica spada di Turgon. Essa entra così in una nuova fase della sua storia.
Nelle profondità della Moria, Gandalf utilizza la spada in particolare durante lo scontro nella Sala di Mazarbul. Ma il suo scontro più famoso avviene poco dopo, sul ponte di Khazad-dûm.
Di fronte al Balrog noto come il Flagello di Durin, Gandalf rimane da solo per consentire alla Compagnia di fuggire. Quando la creatura attacca con la sua spada di fuoco, lui la respinge con Glamdring. La lama elfica resiste all’urto e l’arma del Balrog si spezza. Gandalf distrugge quindi il ponte, ma la frusta del suo avversario lo trascina nell’abisso.
La loro battaglia, tuttavia, non si conclude con questa caduta. Gandalf insegue il Balrog dalle profondità della montagna fino alla cima del Celebdil. Dopo uno scontro che si conclude in vetta, il Balrog viene infine sconfitto. A sua volta, Gandalf soccombe, prima di essere rimandato nella Terra di Mezzo sotto le sembianze di Gandalf il Bianco.
E Glamdring torna con lui.
Quando ritrova Aragorn, Legolas e Gimli, Gandalf ha ancora con sé la spada. Continua poi a portarla con sé durante la Guerra dell’Anello. La lama, che era appartenuta a un re elfico della Prima Era, accompagna così Gandalf fino agli ultimi eventi della Terza Era.
Tolkien non precisa mai che fine faccia Glamdring dopo la fine della Terza Era. Quando Gandalf lascia definitivamente la Terra di Mezzo nel 3021 per salpare verso Ovest, il racconto non ci dice se porti con sé la spada o se la lasci alle spalle. Dopo aver attraversato millenni di storia, il destino finale di Glamdring rimane quindi sconosciuto.
Da Tolkien al cinema: come Peter Jackson ha immaginato Glamdring

Nei testi di Tolkien, Glamdring ha un’identità ben definita, ma il suo aspetto non è descritto con la precisione necessaria per ricostruire ogni dettaglio dell’arma. Conosciamo la sua origine elfica, le sue rune e alcune caratteristiche, ma Tolkien non fornisce il disegno dettagliato della spada che oggi è familiare agli spettatori.
Per la trilogia di Peter Jackson, gli artisti incaricati di dare vita alla Terra di Mezzo hanno quindi dovuto trasformare queste indicazioni letterarie in una vera e propria arma cinematografica. Wētā Workshop ha partecipato alla progettazione e alla realizzazione delle armi utilizzate nei tre film.
Sullo schermo, Glamdring assume la forma di una lunga spada a doppio taglio. La sua guardia metallica dalle linee curve, il pomello lavorato e l’impugnatura scura le conferiscono un aspetto immediatamente riconoscibile. Questo design accompagna Ian McKellen nella sua interpretazione di Gandalf e contribuisce in modo determinante all’immagine che i collezionisti associano oggi alla spada.
C'è tuttavia una differenza significativa tra Tolkien e Peter Jackson. Nei libri, Glamdring può emettere un bagliore blu quando gli Orchi sono vicini. Nei film, questo effetto non viene applicato alla spada di Gandalf, a differenza di Dard.
Il cinema ha così conferito a Glamdring un aspetto ormai iconico, pur operando alcune scelte diverse rispetto alla storia originale
Nei libri di Tolkien, Glamdring emana una luce blu quando gli Orchi si trovano nelle vicinanze. Tuttavia, questo effetto scompare nei film di Peter Jackson, mentre Dard conserva il suo famoso bagliore. Interrogati su questa differenza, Peter Jackson e Philippa Boyens hanno persino risposto con umorismo che «non c’era più abbastanza blu». Una battuta diventata famosa tra gli appassionati della saga.
Cosa significano le iscrizioni su Glamdring?
Le iscrizioni sono uno degli aspetti più affascinanti di Glamdring. In *Lo Hobbit*, Gandalf nota immediatamente le rune presenti sull’arma, ma non è in grado di leggerle. È Elrond, a Fondcombe, che riesce a interpretarle e a identificare l’antica spada di Gondolin. Le rune rivelano, in particolare, il suo nome e il suo legame con il re che un tempo la brandiva.
Tolkien, tuttavia, non ci fornisce alcuna iscrizione completa e dettagliata paragonabile a quella che si può osservare nella replica cinematografica. Si tratta di una distinzione importante, poiché i film di Peter Jackson arricchiscono notevolmente questo aspetto dell’arma.
Sulla Glamdring realizzata per il cinema, le rune ricoprono in particolare l’elsa. L’iscrizione evoca Turgon, re di Gondolin, presenta Glamdring come la sua spada e ricorda il suo ruolo di nemica delle forze di Morgoth e degli Orchi. Questa iscrizione fa quindi parte del design dell’adattamento cinematografico e non del testo originale scritto da Tolkien.
Questa scelta permette tuttavia di riunire visivamente diversi elementi autentici della storia di Glamdring: Turgon, Gondolin e la fama della spada nella lotta contro gli Orchi.
Perché Glamdring continua ad affascinare i collezionisti?

Dopo aver attraversato diversi millenni nelle narrazioni di Tolkien, Glamdring è diventata una delle spade più riconoscibili della Terra di Mezzo. Il suo legame con Gandalf ha ovviamente un peso notevole. Tuttavia, la sua origine a Gondolin, il suo legame con Turgon e il suo ruolo sia ne *Lo Hobbit* che ne *Il Signore degli Anelli* le conferiscono una storia particolarmente ricca.
Per i collezionisti, il suo design cinematografico offre inoltre un’identità ben diversa da quella di Andúril o Narsil. La sua lunga lama scanalata, la guardia dalle curve caratteristiche e l’impugnatura scura consentono di riconoscere immediatamente la spada del Mago.
Noi di Réplique Manga Ciné proponiamo, tra le altre cose, una Glamdring con fodero. La sua lama in acciaio inossidabile 440 misura 89 cm, per una lunghezza totale di 117 cm. Il fodero in legno rivestito in similpelle blu e decorato con elementi metallici permette di presentare la spada in un insieme più completo.
Una seconda versione dell’La spada di Gandalf permette inoltre di mettere in risalto la spada stessa. Due diverse versioni della stessa lama leggendaria, a seconda del posto che si desidera riservarle nella propria collezione.
Se desiderate aggiungere Glamdring alla vostra collezione, scegliete la versione in base all’effetto che volete ottenere. Il modello con fodero permette di creare un insieme più completo e valorizza maggiormente l’aspetto storico della spada. Una presentazione della sola lama, al contrario, attira immediatamente l’attenzione sulla sua silhouette, sulla guardia e sulle proporzioni caratteristiche. Se possedete già diverse spade della Terra di Mezzo, pensate anche ad affiancare Glamdring a Orcrist o a Dard: la loro storia comune crea naturalmente un insieme particolarmente coerente.
Scoprite anche la nostra collezione di’Spade del Signore degli Anelli per riunire Glamdring alle altre grandi spade della Terra di Mezzo.
Domande frequenti su Glamdring
Chi ha forgiato Glamdring ?
Tolkien non rivela il nome del fabbro che forgiò Glamdring. Sappiamo tuttavia che la spada fu forgiata a Gondolin durante la Prima Era e che apparteneva a Turgon, re della città.
Come fa Gandalf a trovare Glamdring? ?
Gandalf scopre Glamdring nel 2941 della Terza Era nella tana di tre troll. A Fondcombe, Elrond identifica poi la spada grazie alle rune incise sulla lama.
Cosa significa il nome Glamdring?
Glamdring è un nome sindarin tradotto da Tolkien con «Foe-hammer», generalmente reso in francese con «Marteau des ennemis». Anche i Goblin lo conoscono con il soprannome di Beater.
Perché Glamdring brilla di blu?
Negli scritti di Tolkien, Glamdring può emettere una luce blu quando gli Orchi sono nelle vicinanze. Questa caratteristica delle antiche lame di Gondolin non è stata tuttavia mantenuta per Glamdring nei film di Peter Jackson.
Glamdring apparteneva a Gandalf sin dalla sua creazione?
No. Molto prima di Gandalf, Glamdring apparteneva a Turgon, re di Gondolin. I due proprietari noti sono quindi separati da diversi millenni.
Glamdring, la spada di Gandalf diventata leggendaria
Poche armi della Terra di Mezzo vantano una storia così lunga come quella di Glamdring. Forgiata a Gondolin nella Prima Era, impugnata dal re Turgon e poi andata perduta per millenni, riappare quasi per caso lungo il cammino di Bilbo e della compagnia di Thorin.
Nelle mani di Gandalf, l’antica spada elfica inizia così una seconda vita. Dai Monti Nebbiosi alle profondità di Moria, accompagna il Mago Grigio in alcuni dei momenti più significativi del suo viaggio.
Tolkien lascia tuttavia diverse zone d’ombra riguardo a Glamdring. Non sappiamo come sia sopravvissuta alla caduta di Gondolin, quale percorso abbia seguito prima di raggiungere la tana dei Troll e nemmeno cosa ne sia stato di lei dopo la partenza di Gandalf verso Ovest.
Il cinema gli conferirà poi un aspetto diventato immediatamente riconoscibile, aggiungendo una nuova dimensione alla sua leggenda.
Spada di un re elfico e poi arma di Gandalf, Glamdring collega così due epoche separate da millenni. Un destino eccezionale per una lama la cui storia rimane in parte avvolta nel mistero.


